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In un mare di slogan che inneggiano al razzismo o al buonismo

Abbiamo imparato in questi giorni tanti slogan che inneggiano da un lato al razzismo e dall’altro al buonismo.

Il problema…. è che non si affronta il problema a partire dalle radici profonde di questo tipo di migrazione che avviene per mare in contemporanea alle numerosissime migrazioni che viaggiano attualmente sul nostro pianeta terra.

Le migrazioni appartengono alla storia dell’umanità, è triste doverlo ricordare ripetutamente, in questo momento politico italiano ed europeo. Il fenomeno migratorio viene comunicato e spiegato dalla politica e di conseguenza dai mass media, come un problema da risolvere e non come un flusso costante di esseri umani alla ricerca di possibilità per migliorare il proprio status sociale e talvolta come l’unica possibilità di sopravvivenza.

La scelta di come trattare l’argomento migrazioni è affidata, quasi totalmente, alla politica e termini come clandestini, profughi, sbarchi, non fanno che alimentare un linguaggio dispregiativo.

Ben poco si riesce ad interferire con un’obiettiva analisi critica dei dati che prendano in considerazione numeri e movimenti economici legati alle migrazioni.

Sarebbe interessante poi confrontare la rilevazione di questi dati con altri riferimenti e statistiche che spiegano altri fenomeni di attualità e gestione economica di uno Stato, solo due esempi: evasione fiscale e criminalità organizzata. L’Italia nel 2017 ha speso circa 5 miliardi nell’accoglienza dei migranti.

Mentre l’evasione fiscale, sempre nel 2017, è stata quantificata per 111 miliardi, e non possiamo individuare le grandi cifre che muove la criminalità organizzata e la corruzione.

Di questo nessuno ne parla, non si fa troppa notizia con queste informazioni, anzi evitiamole proprio e riempiamo le testate giornalistiche e i telegiornali dalle invasioni dei migranti.

Se riuscissimo a valutare l’incidenza della situazione arrivo dei migranti in Italia a confronto con altre situazioni attuali e problematiche che coinvolgono in pieno l’economia del nostro Paese, potremmo chiederci con obiettività maggiore sono davvero le migrazioni il problema dell’Italia e dell’Europa? Il problema è che le comunicazioni ufficiali e dei media non affrontano le cause ma alimentiamo soltanto slogan.

ADRA Italia, di fronte a questo fenomeno così complesso, guidato da poche informazioni oggettive e molta comunicazione mediatica, si sente chiamata al dovere di lasciarsi interrogare dai volti che incontra nelle circostanze umanitarie. Cerca di trovare il modo per avvicinare i mondi della diversità ed essere uno dei possibili facilitatori di questo momento di complessità sociale.

Vogliamo condividere alcuni suggerimenti di Philippe Legrain autore del libro: “Immigrants: Your Country Needs Them” (2007):

  • Ascoltiamo le storie personali, questo aiuta a creare dei collegamenti tra la gente.
  • La paura dell’altro tende a dissolversi quando le persone si conoscono. Aiutiamo le persone a conoscersi.
  • Gli oppositori dell’immigrazione sollevano paura e odio. Oltre a fare appello alla compassione per i migranti, bisogna ricordare che l’apertura rende grande un paese.
  • Oltre a sottolineare la diversità, enfatizziamo ciò che unisce.

Lo sguardo dell’altro deve continuare a spronare in noi una continua riflessione sia individuale che collettiva. I volti che incrociamo non sono numeri, sono storie simili alle nostre con una loro tradizione e un loro linguaggio. Abbiamo bisogno di guardare l’altro con rispetto, con dignità e con empatia. Ci impegniamo affinché nel nostro piccolo questo possa accadere.

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