A più di quattro mesi dall’emergenza frana in Sicilia, il sostegno dei volontari dalle magliette verdi prosegue con nuove collaborazioni sul territorio. E il sorriso, nonostante le difficoltà.
Dopo la frana che nel gennaio scorso ha sconvolto la comunità locale di Niscemi, per molte famiglie la normalità è ancora lontana. Alcune hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni, ma tante altre attendono ancora una valutazione definitiva delle case danneggiate e una soluzione stabile per il futuro. Nel frattempo, l’opera dei volontari prosegue silenziosamente ogni giorno, accanto a chi ha perso i propri punti di riferimento e la serenità.
Anche la troupe del Tg1 della RAI è tornata sul posto per tenere accesa l’attenzione mediatica e ha ripreso lo sguardo fiducioso dei volontari di ADRA. Il servizio “Quattro mesi dopo la frana a Niscemi, viaggio in un paese sospeso” è qui.
ADRA è tra le realtà più presenti sul territorio sin dalle prime settimane successive all’emergenza. Ha collaborato nella distribuzione di cibo e beni di prima necessità alle famiglie che avevano bisogno. Oggi, terminata la fase più intensa degli aiuti immediati, l’organizzazione umanitaria continua a mantenere una presenza costante accanto alle persone più fragili.
Abbiamo rivolto alcune domande a Elena Ingallina, referente ADRA Niscemi.
Come è cambiata la vita quotidiana della cittadinanza e quali sono oggi le esigenze più urgenti?
La situazione non è mutata molto. Venticinque alloggi sono stati destinati alle famiglie che non erano riuscite a rientrare, il Rotary li sta arredando uno per uno ma molte persone attendono ancora che siano resi disponibili. Nel frattempo, alcuni sono tornati nelle proprie abitazioni a più di un centinaio di metri dalla frana; diversi, invece, continuano a vivere nel palazzetto che li ospita dopo l’emergenza. Altri ancora aspettano che le proprie case siano valutate per capire se sarà possibile acquistare una nuova abitazione o rientrare nella propria. La mia nipotina, per esempio, non potrà più tornare perché la sua casa è a soli 47 metri di distanza dalla frana.

Dopo i primi interventi di emergenza, come si è evoluto il lavoro dei nostri volontari e delle altre associazioni sul territorio? Quali nuove necessità state affrontando?
Come ADRA abbiamo terminato due settimane fa di distribuire alimenti nel palazzetto alle persone ancora senza dimora, poiché non ci sono più donazioni. Ci hanno chiesto di restare nella struttura perché, purtroppo, sono ancora tanti quelli che vi dormono in attesa degli alloggi a loro destinati. Come volontari rimaniamo sul posto in modo che se la gente ha bisogno di qualcosa, siamo sempre pronti ad aiutarli. Per farvi un esempio concreto, abbiamo sgombrato un nostro magazzino per offrire la possibilità di alloggio a una coppia che dormiva nel tendone. Visto che inizia a fare caldo abbiamo preferito spostarli lì.
A che punto siamo, dunque?
L’agenzia umanitaria avventista è stata riconosciuta molto per i suoi interventi in seguito alla frana, sia dal Comune, sia dalle varie associazioni. Abbiamo organizzato un evento domenica scorsa e le altre realtà sociali hanno espresso la volontà di collaborare con noi per aiutare insieme le persone senza ancora una casa.
Ci fa un grande piacere perché le ragazze dalle magliette verdi (il colore delle t-shirt che indossiamo), hanno lasciato qualcosa di speciale: la nostra voglia di dare al prossimo. Anche l’amministrazione comunale, e i vari assessori, si complimentano per quello che facciamo. È bello sapere che finalmente ci vedono sul campo come un’organizzazione in azione.
Oltre al supporto materiale, quanto è vitale il sostegno umano, psicologico e spirituale per chi ha perso la casa e i propri punti di riferimento? Avete notato dei cambiamenti nel modo in cui le persone reagiscono e chiedono aiuto?
Non è stato facile sostenere le persone da un punto di vista umano, facciamo del nostro meglio. Abbiamo attenzionato alcune situazioni particolarmente critiche. Vi faccio l’esempio; c’è una famiglia che aveva delle pecore e ora hanno perso tutto. Si trovano al palazzetto e siamo sempre disponibili per qualsiasi cosa abbiano necessità. È questo che desideriamo fare, aiutare il prossimo col nostro appoggio e il sorriso.

Guardando avanti, quale bagaglio di esperienze e competenze ha maturato ADRA in questa emergenza e in che modo potrà metterlo a disposizione, anche in altri contesti, per accompagnare le comunità nei percorsi di risposta alle crisi e di ricostruzione?
Insieme ad altre associazioni vogliamo continuare a svolgere le varie attività per aiutare la comunità. Organizzeremo con loro degli eventi benefici in piazza. Abbiamo collaborato a stretto contatto con i Lions quando offrivamo il servizio mensa, la loro responsabile ha notato il nostro modo di operare e ora vuole collaborare con noi.
A breve allestiremo il Marciapiede didattico, l’iniziativa di ADRA con una struttura modulare che invita a mettersi nei panni delle persone con disabilità per sperimentare tutti gli ostacoli che si incontrano per strada. Ci sarà poi il percorso Salute Expo, il progetto della Fondazione Vita e Salute con le postazioni dedicate al benessere integrale delle persone.
Una bella storia riguarda un’associazione che si chiama Kiwanis. Sanno che ci occupiamo di consegnare cibo alle persone in difficoltà e, siccome avevano molte casse di latte che a noi mancavano, ce le hanno donate e abbiamo potuto distribuirle alle famiglie. Speriamo che il Signore ci apra sempre le porte e andiamo avanti. Ci dà il coraggio di aiutare la cittadinanza nel nostro piccolo, cercando di lasciare nel cuore di ognuno il ricordo delle magliette verdi.
Puoi dare il tuo contributo con una donazione
ADRA Niscemi continua a essere presente con un impegno quotidiano fatto di turni, sorrisi e solidarietà.
Dona ora online o attraverso il seguente conto corrente bancario:
Intestazione: Ente ecclesiastico avventista ADRA Italia
IBAN: IT 72 S 01030 03203 000002465824 causale “Emergenza Sicilia”.
A cura di Veronica Addazio e Dag Pontvik
[Foto: ADRA Niscemi]





